Le azioni del progetto

Fino alla fine degli anni ’80 i mestieri della pesca in laguna di Venezia erano perlopiù identificabili con pratiche tradizionali, con utilizzo di reti fisse, reti da posta, reti derivanti, trappole, ecc. che nel tempo si sono aggiornati in particolare con l’introduzione degli elementi motorizzati e dell’uso del nylon per le reti.

Questa azione è focalizzata alla creazione per tutte le imprese alieutiche della laguna di Venezia di uno strumento smart (facile utilizzo e grande innovazione) in grado di seguire tutte le fasi caratteristiche delle produzioni da pesca/allevamento ad iniziare dalla raccolta fino alla consegna e vendita al Mercato Ittico o al centro di spedizione. Il nuovo strumento dovrà avere una interfaccia grafica smart e con possibilità di interazione sia da postazione locale, sia tramite interfaccia web, a garantire la possibilità di inserire i dati del pescato e stampare etichette per la tracciabilità del prodotto.

Il pescatore/allevatore attraverso il proprio device potrà essere in grado di tracciare il proprio prodotto rispettando le richieste delle normative, ma anche di fornire per lo stesso una tracciabilità social da poter condividere attraverso le principali piattaforme digitali (Facebook, Instagram, Youtube, ecc). Questa componente legata al mondo dei social media rappresenta il nuovo concetto di comunicazione con cui il professionista pescatore/allevatore della laguna di Venezia vuole trasmettere il cambiamento delle proprie attività di pesca e/o allevamento che possono essere condivise in quanto rispettose di un proprio codice comportamentale

La nuova concezione della figura del pescatore/allevatore della laguna di Venezia deve essere correttamente condivisa attraverso le moderne piattaforme digitali. Come già previsto per la tracciabilità social anche tutti gli altri aspetti del produttore alieutico veneziano devono essere curati nelle sue componenti social. Questo consentirà di avere una più massiccia e veloce diffusione della nuova concezione delle produzioni alieutiche venenziane ed anche della nuova figura dell’operatore 2.0. La comunicazione moderna è storytelling (il mondo è pieno di storie, circostanze e situazioni curiose che aspettano solo di essere raccontate) e col presente progetto si mira a dare un altro punto di vista al consumatore per permettergli di conoscere più a fondo chi sono i produttori delle specie locali che trova nei banchi delle pescherie. Verranno sfruttati i principali canali social quali Youtube, Instagram. Facebook ecc., che “racconteranno” e diffonderanno la nuova immagine del produttore lagunare 2.0.

L’identificazione della nuova immagine del pescatore lagunare di Venezia deve obbligatoriamente passare attraverso la creazione di un marchio che identifichi quella specifica produzione rispetto ad altre nel contesto locale e nazionale. Un’azione simile è stata sviluppata dal Consorzio Delle Cooperative Pescatori Del Polesine che ha creato il marchio della cozza DOP identificando in modo univoco una tipologia di prodotto, un protocollo produttivo che si evidenzia tra tutte le altre tipologie di mitili che sono in commercio. Regole produttive ben definite finalizzate alla costituzione di una OP delle produzioni lagunari della laguna di Venezia porterebbe ad una identificazione chiara delle produzioni lagunari rispetto a ciò che proviene da altre zone produttive in cui non vige un protocollo produttivo.

Informare le nuove generazioni, che saranno i consumatori del futuro ed anche un ponte con la generazione dei loro genitori, di come sta cambiando il mestiere del pescatore, di come possa essere anche un fornitore di servizi ecosistemici oltre che un “pescatore” può consentire di portare l’immagine stessa verso una nuova visione 2.0. Organizzare delle giornate tematiche in cui i pescatori/allevatori vadano presso i vari istituti scolastici a portare la testimonianza di come erano e di come vogliono diventare può far capire che la loro mentalità è cambiata e che hanno anche loro capito l’importanza di un ambiente protetto e di una risorsa gestita e non sfruttata. Nei limiti delle possibilità organizzative sarà possibile anche portare le classi interessate a visionare direttamente in loco le attività di pesca e a capire come siano cambiati i modi di operare dei pescatori rispetto agli anni scorsi.

È molto importante che i pescatori possano informare il mondo esterno di ciò che stanno facendo e di come stanno portando avanti la propria rivoluzione del modo di operare, anche per riuscire a togliere quella reputazione negativa frutto di anni di attività al di sopra delle regole. La nuova immagine del pescatore deve essere diffusa e comunicata negli eventi fieristici e congressisti.

Un sistema di pesca 2.0 non può prescindere da regole chiare che vadano oltre il minimo imposto dalla legge, ma che adatti la normativa europea e nazionale alle esigenze locali. Un esempio di questa organizzazione è rappresentato dalla cooperative dell’area del Delta del Po che si sono consorziate nel Consorzio Delle Cooperative Pescatori Del Polesine, una OP che oltre a curare gli aspetti commerciali della pesca del Tapes applica anche una gestione che impone quote di raccolta giornaliere e rotazione di aree. L’obiettivo di questa attività sarà quello di proporre delle buone prassi (specifiche per le differenti tipologie di pesca-allevamento in laguna di Venezia) che diventino il nuovo modo di operare da parte dei pescatori e che successivamente possano essere le basi su cui sviluppare un Consorzio di Pesca della laguna di Venezia con le caratteristiche di OP che possa commercializzare direttamente la produzione lagunare.

L’analisi dei mercati locali e nazionali consente di capire come sta cambiando la richiesta di prodotti alieutici da parte dei consumatori finali solitamente più indirizzati verso un prodotto parzialmente lavorato. Altra importante linea di sviluppo è quella riferibile a nuovi mercati esterni al territorio nazionale, azione che riveste particolare importanza per aumentare il valore delle produzioni locali.

Queste analisi devono intercettare le nuove esigenze dei consumatori locali e capire se vi sono delle possibilità di espansione in altri mercati anche attraverso la lavorazione delle produzioni lagunari venete